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Festa di S. Giorgio a Vegonno, pasta e fasòeü, musica classica, pan meinoGiovedì 23 aprile 2015 presso la frazione di Vegonno ad Azzate (Va)
A Vegonno, come ogni anno, il 23 aprile è festa e grazie ai Vegonnesi viene organizzato un piccolo concerto di musica classica, all'interno della chiesina, ad opera del Maestro Marco Mustardino (dell'Associazione Musicale Estense) anticipato da un succulente assaggio di “pasta e fasòeü”. Poi la Santa Messa, l'accensione del "pallone" ed infine la festa continua... anche con il pan meino
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Oratorio di S. Giorgio di Vegonno
Non abbiamo notizie storiche antecedenti al 1500 dell’oratorio di S. Giorgio di Vegonno ma è probabile che in loco vi fosse già una cappella per la celebrazione della Santa Messa, in considerazione del fatto che la Chiesa Parrocchiale di S. Maria Nascente era molto lontana e difficilmente raggiungibile soprattutto nei mesi invernali. Infatti una piccola comunità autosufficiente non poteva fare a meno del suo luogo di preghiera e perciò vi provvidero le famiglie storiche del posto come i Bossi, i Mantica, i Tibiletti, ecc. Dal cosiddetto catasto cinquecentesco di Carlo V si vede che l’Oratorio di S. Giorgio possedeva un discreto patrimonio fondiario composto da vari appezzamenti di terreno costituito da prati, pascoli, boschi e vigne i cui proventi potevano coprire le spese per le funzioni religiose e le spese di manutenzione. Una donazione della nobildonna Felicita Caterina Bodio accrebbe il patrimonio fondiario dell’Oratorio di S. Giorgio con il Campo detto della Pioggia e la Selvazza. Nel Seicento un nuovo abitante di Vegonno, certo messer Francesco Bassani di Besnate, sposa Livia Bossi figlia di Tomaso e porta una ventata di freschezza e di rinnovamento nella piccola comunità. Tanto è vero che, unitamente a Carlo Bossi, Stefano Mantica, Francesco Bassani e Melchiorre Tibiletti, chiedono alle autorità ecclesiastiche superiori la benedizione del restaurato Oratorio di S. Giorgio “per comodo della popolazione di Vegonno”. Dagli atti della visita pastorale del card. Giuseppe Pozzobonelli eseguita nel 1755 si ricava che l’Oratorio di S. Giorgio era più modesto dell’attuale e, infatti, si legge: “Misura braccia 12 in lunghezza, 7 in larghezza e 9 in altezza. La torre campanaria posta sopra il tetto sostiene una campana”. Nel 1732 la piccola comunità di Vegonno si riduceva a “quattro case” di contadini che, successivamente, si venne organizzando come cascina rurale molto ben strutturata sotto la direzione della nobile famiglia Bossi, alla quale successe la regina Maria Cristina di Borbone (1838) ed infine del conte Filiberto Avogadro di Collobiano nella seconda metà dell’Ottocento e che conosciamo, oggi, come Corte Grande. Dal cosiddetto Catasto di Maria Teresa si può rilevare che l’Oratorio di S. Giorgio era situato verso la collina. Esso venne abbattuto (forse per il suo cattivo stato di conservazione) nel 1855 per ordine dell’arcivescovo Romilli e nel 1900 iniziarono i lavori della nuova costruzione. Il signor Vincenzo Rabuffetti donò: l’area su cui fu edificata, il gesso dell’Addolorata e parte del materiale edile; inoltre alla costruzione contribuirono molti “volonterosi di Vegonno”, prestando gratuitamente la loro opera. La nuova chiesa, terminata all’inizio del 1905, fu benedetta solennemente da don Redaelli, con delega arcivescovile, il 5 marzo dello stesso anno. Nei primi anni 2000 la Pro Loco Azzate, con la collaborazione degli abitanti della frazione di Vegonno, ha proceduto ad alcuni interventi di restauro con l’imbiancatura interna ed esterna e la sistemazione delle aree verdi circostanti.
(notizie riportate dal nostro storico Giancarlo Vettore)
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